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Protoslavi
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I mwcqProtoslavi erano un vario gruppo di mwcgsocietà tribali che viveva nell'mwcwEuropa centrale e mwdaorientale durante il periodo delle mwdqinvasioni barbariche e l'mwdgAlto Medioevo (secoli mwdwV-mweaX) e costituì la base per le nazioni mweqslave che ebbero compiuta forma statale nel mwegBasso Medioevo.cite-ref-1[1] Il primo uso del termine "Slavi" in una fonte scritta risale al mwfwVI secolo, quando le tribù slave abitavano una grande area dell'Europa centrale e orientale. All'epoca, i gruppi nomadi mwgairanici che vivevano nella mwgqsteppa eurasiatica (mwggSciti, mwgwSarmati, mwhaAlani, ecc.) erano già stati mwhqassorbiti dalla popolazione slava della regione.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] Nei due secoli successivi, gli Slavi si espansero a sud est verso i mwlgBalcani e le mwlwAlpi e a nordest verso il fiume mwmaVolga.cite-ref-6[6] La zona d'origine degli Slavi è ancora un argomento controverso, ma gli studiosi credono che fosse una qualche area dell'mwnqEuropa orientale.cite-ref-7[7]

A partire dall'inizio del mwowVII secolo, gli Slavi mwpasi convertirono gradualmente al cristianesimo (sia nella forma dell'mwpqortodossia bizantina che in quella del mwpgcattolicesimo romano). Presumibilmente, i primi slavi cristiani furono i mwpwCroati (e poco dopo i mwqaSerbi) che ricevettero il battesimo, dopo essere diventati alleati dell'imperatore mwqwEraclio I (regnante dal mwra610 al mwrq641), anche se questa prima conversione durò poco. Al mwrgXII secolo, essi erano le nazioni che avevano costituito un gran numero di stati cristiani medievali: mwrwSlavi orientali nella mwsaRus' di Kiev, mwsqSlavi meridionali nell'mwsgImpero bulgaro, nel Principato di mwswDoclea, nel mwtaRegno di Croazia e nel mwtqBanato di Bosnia, e mwtgSlavi occidentali nel mwtwPrincipato di Nitra, nel mwuaDucato di Boemia e nel mwuqRegno di Polonia. La più antica signoria slava della storia fu il principato di mwugCarantania, fondato nel VII secolo da slavi nelle mwuwAlpi orientali, gli antenati degli attuali mwvaSloveni. Gli mwvqinsediamenti slavi nelle Alpi orientali coprivano l'attuale mwvgSlovenia, il mwvwFriuli orientale e gran parte della moderna mwwaAustria.

Contents

Note

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Origini

Le fonti storiche antiche greche e romane si riferiscono ai popoli protoslavi come a mwaqVeneti e Spori nei primi due secoli, e ad mwawAnti e mwbaSclaveni nei secoli mwbqVI e mwbgVII. Lo storico mwbwbizantino del mwcaVI secolo mwcqGiordane fece riferimento agli mwcgSlavi nella sua opera mwcwmwdaGetica del mwdq551, riportando che "derivati da una sola stirpe, si sono dati tre nomi: Veneti, Anti e Sclaveni" (mwdgab unastirpe exorti, tria nomina ediderunt, id est Veneti, Antes, Sclaveni).cite-ref-kmietowicz1976-8-0[8] mwewProcopio di Cesarea scrisse nel mwfa545 che "gli Sclaveni e gli Anti avevano in realtà nel remoto passato un singolo nome; infatti nei tempi antichi entrambi erano chiamati mwfqSporoi".cite-ref-9[9] Successivamente, nell'VIII secolo, gli Slavi che vivevano ai confini dell'mwggImpero carolingio erano chiamati mwgwVendimwha.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]

I ritrovamenti archeologici protoslavi sono associati più frequentemente alle culture di mwjgPrzeworsk e di mwjwZarubynci, con reperti che vanno da forti collinari, recipienti in ceramica, armi, gioielli e materiale di scarto. Tuttavia, in molte aree gli archeologi hanno difficoltà nel distinguere i reperti slavi da quelli non slavi poiché la cultura protoslava fu pesantemente influenzata da quella mwkasarmatica da oriente e da varie culture germaniche da occidente.cite-ref-12[12]

Zona d'origine

Lmwnq'mwngmwnwUrheimat protoslava è l'area in cui s'insediarono nell'mwoaEuropa centrale durante il mwoqprimo millennio della nostra era, la cui precisa posizione è dibattuta da archeologi, etnografi e storici.cite-ref-cita-barford-p-37-13-0[13] La maggioranza degli studiosi considerano la mwpgPolesia la patria originaria degli Slavi.cite-ref-14[14] Le teorie che cercano di situare l'origine degli Slavi nel mwqwVicino Oriente sono state respinte.cite-ref-cita-barford-p-37-13-1[13] Nessuna delle zone suggerite si estende sino al fiume mwsaVolga a est, oltre le mwsqAlpi Dinariche a sudovest o i mwsgBalcani a sud, od oltre la mwswBoemia a ovest.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]

Frederik Kortlandt ha suggerito che il numero delle aree candidate ad essere la zona d'origine degli Slavi potrebbe aumentare per una tendenza tra gli storici a far risalire "le proto-lingue a tempi più antichi di quanto sia garantito dalle prove linguistiche". Sebbene tutte le lingue parlate si modifichino gradualmente col tempo, l'assenza di documenti scritti permette agli storici di rilevare il cambiamento solo dopo che una popolazione si è espansa e separata abbastanza a lungo da sviluppare lingue "figlie".cite-ref-17[17] L'esistenza di una "patria originaria" è talvolta rigettata come arbitrariacite-ref-18[18] poiché le fonti originali più antiche "parlano sempre di origini ed inizi in un modo che presuppone precedenti origini ed inizi".cite-ref-19[19]

Secondo le fonti storiche, la terra d'origine degli Slavi dovrebbe essere qualche parte dell'Europa centrale, forse lungo la costa meridionale del mwywMar Baltico. Si accetta generalmente che il complesso delle culture di mwzaPraga-mwzqPenkovka-mwzgKoločin dei secoli mwzwV e mw0aVII rifletta l'espansione degli slavofoni dell'epoca.cite-ref-20[20] Secondo lo storico polacco Gerard Labuda, l'mw1getnogenesi dei popoli slavi va ricercata nella mw1wcultura di Trzcinieccite-ref-21[21] tra il 1700 e il 1200 a.C. L'ipotesi della mw3acultura di Milograd suppone che i pre-Protoslavi (o Balto-Slavi) si siano originati nelle culture dell'mw3qUcraina settentrionale e della mw3gBielorussia meridionale tra il mw3wVII secolo a.C. e il mw4aI secolo d.C.. Secondo la teoria della mw4qcultura di Černoles, i pre-Protoslavi ebbero origine nelle culture dell'Ucraina settentrionale del 1025-700 a.C. e nella cultura di Zarubincy del mw4wIII secolo a.C. - mw5aI secolo d.C.. Secondo l'ipotesi della mw5qcultura lusaziana, essi erano presenti nell'Europa nord-orientale nelle culture del 1300-500 a.C. e in mw5gquella di Przeworsk del mw5wII secolo a.C.-mw6aIV secolo d.C.. L'ipotesi del bacino del mw6qDanubio, postulata da Oleg Trubačëvcite-ref-22[22] e supportata da Florin Curta e dalla mw7wmw8aCronaca di Nestore, teorizza che gli Slavi si siano originati nell'mw8qEuropa centrale e mw8gsud-orientale.

I tentativi più recenti di situare il luogo d'origine degli Slavi ha sfruttato la genetica delle popolazioni, studiando le linee paterne e materne e il mw9aDNA autosomico di tutte le popolazioni slave moderne esistenti. Oltre a confermare la loro comune origine ed espansione medievale, la varianza e la frequenza delle subcladi R-M558, R-M458 e I-CTS10228 degli mw9qaplogruppi del cromosoma Y mw9gR1a e mw9wI2 sono in correlazione con la diffusione delle mw-alingue slave dall'Europa orientale durante il medioevo, nella maniera più probabile dai territori delle attuali Ucraina (dall'area del bacino del medio mw-qDnepr) e mw-gPolonia sud-orientale.cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]cite-ref-horolmatibor2019-25-0[25]cite-ref-f-thi-26-0[26]cite-ref-kassian2020-27-0[27]cite-ref-28[28]

Linguistica

Il mwar4protoslavo iniziò a evolversi dal mwar8protoindoeuropeo,cite-ref-sussex-e-cubberley-19-30-0[30] la lingua ricostruita dalla quale si è originato mwasqun gran numero di lingue parlate in mwasuEurasia.cite-ref-schenker61-62-31-0[31]cite-ref-sussex-e-cubberley-22-32-0[32] Le lingue slave hanno mwas4diversi aspetti in comune con le mwas8lingue baltiche (tra cui l'uso del mwatacaso genitivo per gli oggetti delle frasi negative, lamwate protoindeoeuropea e altre velari labializzate), che possono indicare una fase comune mwatmproto-balto-slava nello sviluppo di questi due rami linguistici dell'indoeuropeo.cite-ref-schenker61-62-31-1[31]cite-ref-sussex-e-cubberley-22-32-1[32] Frederik Kortlandt situa il territorio di questa lingua comune vicino alla zona d'origine degli Indoeuropei: "Gli Indoeuropei che rimasero dopo le migrazioni divennero locutori del balto-slavo".cite-ref-33[33] Tuttavia, "la contiguità geografica, lo sviluppo parallelo e le interazioni" possono spiegare l'esistenza delle caratteristiche in entrambi i gruppi linguistici.cite-ref-sussex-e-cubberley-22-32-2[32]

Il protoslavo evolse in una lingua separata durante la prima metà del mwauyII millennio a.C..cite-ref-sussex-e-cubberley-19-30-1[30] Il vocabolario protoslavo, che fu ereditato dalle lingue "figlie", era inerente all'ambiente naturale e sociale, ai sentimenti e alle necessità dei suoi locutori.cite-ref-sussex-e-cubberley-109-34-0[34]cite-ref-35[35] Il protoslavo aveva termini per i rapporti di parentela tra i quali mwavmsvekry ("suocera"), e mwavqzъly ("cognata").cite-ref-36[36] Il vocabolario comune slavo ereditato dai vari idiomi manca di una terminologia dettagliata per le superfici fisiche che sono peculiari alla montagna o alla steppa, al mare, alle coste, alla flora o alla fauna litoranee o al pesce d'acqua salata.cite-ref-37[37] La "glottocronologia classica" redatta dallo slavista ceco M. Čejka nel 1974 fa risalire la separazione tra mwav0lingue baltiche e mwav4slave al 910±340 a.C; Sergei Starostin nel 1994 lo data al 1210 circa a.C. e la "glottocronologia ricalibrata" redatta da Novotná e Blažek lo data al 1400-1340 a.C. Ciò è in buon accordo con la cultura di Trziniec-Komarov, estesa dalla mwawaSlesia all'Ucraina centrale, che vien fatta risalire al 1500-1200 a.C..

Gli mwawiidronimi protoslavi si sono conservati tra le mwawmsorgenti della Vistola e il medio bacino del mwawqDnepr.cite-ref-38[38] Nelle regioni che confinano più a nord abbondano nomi di fiumi di origine baltica (mwawkDaugava, mwawoNeman e altri).cite-ref-39[39]cite-ref-40[40] A sud e a est, fiancheggia l'area con nomi iranici di fiumi (tra i quali il Dnestr, il Dnepr e il Don).cite-ref-41[41] Un collegamento tra il protoslavo e le mwaxclingue iraniche è anche dimostrato dal primo strato di prestiti linguistici;cite-ref-sussex-e-cubberley-109-34-1[34] i vocaboli protoslavi per "dio" mwaxw(*bogъ), "demone" mwax0(*divъ), "casa" mwax4(*xata), "ascia" mwax8(*toporъ) e "cane" mwaya(*sobaka) sono d'origine mwayescitica.cite-ref-42[42] I dialetti iranici degli mwayySciti e dei mwaycSarmati influenzarono il vocabolario slavo durante il millennio in cui furono in contatto con i Protoslavi.cite-ref-43[43]

Un legame più lungo e intenso tra il protoslavo e le mway0lingue germaniche può essere assunto tra dal gran numero di prestiti linguistici, come mway4*duma ("pensiero"), mway8*kupiti ("comprare"), *mĕčь ("spada"), mwaza*šelmъ ("elmo") and mwaze*xъlmъ ("collina").cite-ref-sussex-e-cubberley-110-44-0[44] Anche i termini comuni delle mwazylingue slave per "mwazcfaggio", "mwazglarice" e "mwazktasso" furono presi in prestito da lingue germaniche, cosa che portò il botanico polacco Józef Rostafiński a situare la terra d'origine degli Slavi nelle mwazopaludi del Pryp"jat', che mancano di queste piante.cite-ref-45[45] Le mwaz8lingue germaniche funsero da mediatori tra l'antenato comune delle lingue slave e gli altri idiomi; la parola protoslava per "imperatore" mwaaa(*cĕsar'ь) fu trasmessa dal mwaaelatino tramite una lingua germanica, e il termine per "chiesa" mwaai(*crъky) venne dal mwaamgreco.cite-ref-sussex-e-cubberley-110-44-1[44]

I dialetti dello slavo comune prima del mwaakIV secolo d.C. non possono essere individuati dal momento che tutte le lingue slave conosciute si sono originate da varianti più tarde.cite-ref-kortlandt133-46-0[46] L'accento tonico (un cambiamento del mwaa4IX secolo) è presente in tutte le lingue slave, e il protoslavo riflette la lingua che era parlata probabilmente alla fine del mwaa8I millennio d.C..cite-ref-kortlandt133-46-1[46]

Storiografia

mwacyGiordane, mwaccProcopio e altri autori tardoromani forniscono quelli che sono probabilmente i primi cenni agli mwacgSlavi meridionali nella seconda metà del mwackVI secolo d.C..cite-ref-47[47] Giordane portò a termine i suoi mwac4mwac8Getica, un compendio della più estesa opera di mwadaCassiodoro, nel mwade550 o mwadi551 a mwadmCostantinopoli.cite-ref-48[48]cite-ref-49[49] Utilizzò anche fonti aggiuntive: libri, mappe o tradizione orale.cite-ref-50[50]

Giordane scrisse che mwaeeVenethi, mwaeiSclaveni e mwaemAntes erano etnonimi che si riferivano allo stesso gruppo.cite-ref-51[51] La sua dichiarazione è stata accettata, a distanza di oltre un millennio, da Wawrzyniec Surowiecki, mwaekPavel Jozef Šafárik e altri storici,cite-ref-52[52] che cercavano lmwae4'mwae8mwafaUrheimat slava nelle terre che dove vivevano i mwafeVenethi (un popolo citato nella mwafimwafmGermania di mwafqTacito) negli ultimi decenni del mwafuI secolo d.C..cite-ref-53[53]cite-ref-54[54] mwaf4Plinio il Vecchio scrisse che il territorio che si estendeva dalla mwaf8Vistola all'Eningia (probabilmente la mwageFeningia, l'odierna mwagiFinlandia), era abitata da mwagmSarmati, mwagqVendi, mwaguSciri ed mwagyHirri.cite-ref-55[55]

Procopio completò le sue tre opere (mwagwmwag0De aedificiis, mwag4mwag8Storia delle guerre e mwahamwaheStoria segreta) sotto l'imperatore mwahiGiustiniano I, negli mwahmanni 550.cite-ref-56[56]cite-ref-57[57] Ognuna di queste contiene informazioni dettagliate sulle scorrerie di Sclaveni e Anti nell'mwahwImpero romano d'Oriente,cite-ref-barford-a-58-0[58] e la mwaieStoria delle guerre ha un'estesa descrizione delle loro credenze, costumi e abitazioni.cite-ref-curta37-59-0[59]cite-ref-60[60] Sebbene non fosse un testimone oculare, Procopio aveva contatti tra i mercenari sclaveni che mwaiocombattevano in Italia per i Bizantini.cite-ref-curta37-59-1[59]

In accordo con la tradizione di Giordane, Procopio scrisse che gli Sclaveni e gli Anti parlavano le stesse lingue ma non facevano risalire le loro origini ai mwajaVenethi ma ad un popolo che chiamò "Sporoi".cite-ref-61[61] Gli mwajuSporoi ("semi" in greco; cfr. "spore") equivale ai latini mwajcSemnones e mwajkmwajoGermani ("germi" o "sementi"), e il linguista tedesco mwajsJacob Grimm credeva che mwajwmwaj0Suebi significasse "Slavi".cite-ref-62[62] Giordane e Procopio chiamavano i Suebi "Suavi". La fine della lista di tribù slave del mwakiGeografo bavarese contiene una nota: "I Suevi non nascono, essi vengono mwakmseminati".cite-ref-63[63] La lingua parlata dai mwakgmwakkSuevi di Tacito è sconosciuta. Nella sua descrizione della migrazione degli mwakoEruli verso la mwaksScandinavia (cap. 512), Procopio situa gli Slavi in mwakwEuropa centrale.

Una simile descrizione di Sclaveni e Anti si ritrova nello mwak4mwak8Strategikon, un manuale militare scritto tra il mwala592 e il mwale602 ed attribuito all'mwaliimperatore Maurizio.cite-ref-64[64] Il suo autore, un ufficiale esperto, partecipò alle campagne dell'mwalcImpero romano d'Oriente contro gli Sclaveni sul basso Danubio alla fine del mwalgVI secolo.cite-ref-65[65] Un militare fu anche la fonte della narrazione delle stesse campagne da parte di mwal0Teofilatto Simocatta.cite-ref-66[66]

Sebbene mwammMartino di Braga sia stato il primo autore occidentale a riferirsi a un popolo definito come "Sclavus" prima del mwamq580, mwamuGiona di Bobbio incluse i primi riferimenti consistenti agli Slavi vicini nella sua mwamyVita di san Colombano (scritta tra il mwamc639 e il mwamg643).cite-ref-67[67] Giona si riferì agli Slavi come "Veneti" e notò che erano conosciuti anche come "Sclavi".cite-ref-curta60-68-0[68]

Gli autori occidentali, tra i quali mwaniFredegario e mwanmBonifacio, conservarono il termine "Venethi".cite-ref-69[69] mwangFranchi (nella mwankVita di san Martino, nella mwanoCronaca di Fredegario e lo stesso mwansGregorio di Tours), mwanwLongobardi (mwan0Paolo Diacono) e mwan4Anglosassoni (nel mwan8mwaoaWidsith) chiamavano gli Slavi nella regione tra l'mwaoeElba e la mwaoiSaale e in mwaomPomerania "mwaoqWenden" o "mwaouWinden"). I Franchi e i mwaoyBavari della mwaocStiria e della mwaogCarinzia chiamavano i loro vicini slavi "mwaokWindische".

L'autore della mwaosCronaca di Fredegario usò il termine "Venedi" (e varianti) per riferirsi a un gruppo di Slavi che fu sottomesso dagli mwaowAvari.cite-ref-curta60-68-1[68] Secondo la mwapeCronaca, i "Venedi" dopo la rivolta formarono uno stato retto dal mercante franco mwapiSamo attorno al 623.cite-ref-curta60-68-2[68]cite-ref-70[70] Un cambio dii terminologia, la sostituzione dei collettivi "Sclaveni" e "Anti" con nomi tribali slavi, avvenne alla fine del secolo;cite-ref-71[71] I primi nomi tribali furono registrati nel secondo libro dei mwap8mwaqaMiracoli di San Demetrio,attorno al 690.cite-ref-72[72] Il cosiddetto Geografo bavarese elencò le tribù slave nell'mwaquImpero carolingio attorno all'840,cite-ref-barford-a-58-1[58] e sotto gli auspici dell'imperatore mwaqoCostantino VII Porfirogenito una dettagliata descrizione delle tribù slave nella mwaqspenisola Balcanica fu compilata a Costantinopoli verso il 950.cite-ref-73[73]

Archeologia

Nella letteratura archeologica, sono stati fatti dei tentativi di assegnare un carattere protoslavo a molte culture di diverse epoche e localizzazioni.cite-ref-74[74] L'orizzonte culturale di mwaswPraga-Korčak prevede di postulare delle culture protoslave tra dall'Elba al Dnestr, contrapponendosi all'attribuzione del mwas0Praga-Penkovka dal Dnestr al Dnepr.cite-ref-fialkoff-75-0[75] La "cultura di Praga", in senso più ristretto,cite-ref-fialkoff-75-1[75] fa riferimento al materiale slavo occidentale ritrovato tra Boemia, Moravia e Slovacchia occidentale, differenziandosi dai gruppi di Mogilla (Polonia meridionale) e mwatyKorčak (Ucraina centrale e Bielorussia meridionale) più a est. I gruppi di Praga e Mogilla sono attribuiti a slavi occidentali del mwatcVI secolo.cite-ref-76[76]

La mwat0cultura di Černjachov dei secoli mwat4II-mwat8V e comprende le attuali mwauaUcraina, mwaueMoldavia e mwauiValacchia. I reperti di Černjachov comprendono vasellame fittile lucidato in nero, fini ornamenti di metallo e strumenti di ferro.cite-ref-todd27-77-0[77] Gli studiosi mwaucsovietici, come Boris Rybakov, la vedevano come il prodotto dei protoslavi.cite-ref-78[78] La zona di Černjachov è vista ora rappresentare l'interazione culturale di vari popoli, uno dei quali era radicato nelle tradizioni scito-sarmatiche, che furono modificate da elementi germanici introdotti dai Goti.cite-ref-todd27-77-1[77]cite-ref-79[79] L'abitazione seminterrata col focolare all'angolo divenne poi tipica dei primi siti slavi, con Volodymir Baran che la chiamò "un'etichetta etnica slava".cite-ref-curta-2001-80-0[80] Nelle colline carpatiche della mwavoPodolia, alle estremità nordoccidentali della zona di Černjachov, i protoslavi divennero una popolazione con una cultura unica; l'ambiente multietnico della zona presentava una "necessità di autoidentificazione per manifestare la propria differenziazione dagli altri gruppi".cite-ref-81[81]

La mwawacultura di Przeworsk, a nord-ovest di quella di Černjachov, copriva l'area dal mwaweDnestr alla valle del mwawiTibisco, arrivando a nord fino alla mwawmVistola e all'mwawqOder.cite-ref-todd26-82-0[82] Costituiva un amalgama di culture locali, radicate per lo più in tradizioni precedenti modificate da influenze dalle culture di mwawkLa Tène (celtica) e di mwawoJastorf (germanica) oltre l'Oder e della cultura delle tombe a campana della pianura polacca. I Venedi potrebbero avervi avuto parte; tra gli altri gruppi vi erano i mwawsVandali, i mwawwBurgundi e i mwaw0Sarmati.cite-ref-todd26-82-1[82] A est della zona di Przeworsk si trovava la mwaxicultura di Zarubynci, talvolta considerata parte del raggruppamento di Przeworsk.cite-ref-malloryadams637-83-0[83] Idronimi protoslavi si trovano nell'area occupata dalla cultura di Zarubincy,cite-ref-malloryadams637-83-1[83] e Irena Rusinova ha proposto che vi si siano poi originati gli esemplari più prototipici della ceramica del tipo di Praga.cite-ref-curta-2001-80-1[80] La cultura di Zarubinecy è identificata come protoslavacite-ref-84[84] o come il prodotto di una comunità etnicamente mista che si slavizzò.cite-ref-fialkoff-75-2[75]

Col progredire del tempo, si abbassa la sicurezza con la quale si possono collegare i dati archeologici ai gruppi etnici storici.cite-ref-85[85] La cultura di Černoles è stata vista come uno stadio nell'evoluzione degli Slavi,cite-ref-malloryadams637-83-2[83] e mwazaMarija Gimbutas l'identificò con la patria protoslava.cite-ref-86[86] Secondo molti studiosi di preistoria, le identificazioni etniche non sono appropriate per i popoli europei dell'mwazuetà del ferrocite-ref-87[87]

La mwazscultura delle anfore globulari so estendeva dal medio mwazwDnepr all'mwaz0Elba tra la fine del mwaz4IV e l'inizio del mwaz8III millennio a.C.. È stato suggerito che fosse il sito di un mwa0acontinuum germano-balto-slavo, ma l'identificazione dei suoi cultori come indoeuropei è incerta. L'area di questa cultura contiene un gran numero di mwa0etumuli, che sono tipici degli indoeuropei.

La cultura di Černoles (secoli mwa0mVIII-mwa0qIII a.C.), talvolta associata con "agricoltori sciti" di mwa0uErodoto, è "talvolta definita come uno stadio intermedio nello sviluppo delle lingue slave o almeno come una qualche forma di tardo indoeuropeo antenato dell'evoluzione della stirpe slava".cite-ref-88[88] Come antenata degli Slavi e dei Baltici è stata proposta anche la cultura di Milograd (700 a.C.-100 d.C.), centrata approssimativamente nell'odierna Bielorussia a nord della cultura di Černoles.

È risaputo che l'Ucraina meridionale era stata abitata dalle tribù scitiche e sarmatiche prima dei mwa0sGoti. Le pietre-stele protoslave ritrovate nella regione del medio Dnestr sono notevolmente diverse da quelle scitiche e sarmatiche della mwa0wCrimea.

La mwa04cultura di Wielbark prese il posto della parte occidentale della mwa08cultura di Oksywie nel mwa1aI secolo d.C.. Sebbene la cultura di Černjachov abbia provocato il declino della tarda cultura sarmatica tra i secoli mwa1eII e mwa1iIV, la parte occidentale della cultura di Przeworsk rimase intatta fino al mwa1mIV secolo e la mwa1qcultura di Kiev fiorì dal II al mwa1uV secolo ed è riconosciuta come predecessore di quelle di Praga-Korčak (secoli VI-mwa1yVII) e di Pen'kovo, le prime culture archeologiche identificate come slave. Sebbene la lingua protoslava abbia raggiunto la sua evoluzione finale probabilmente nell'area di Kiev, la comunità scientifica non è concorde sui predecessori di quest'ultima. Alcuni studiosi la fanno risalire alla cultura mwa1crutena di Milograd, altri alle ucraine Černoles e Zarubincy e altri ancora a quella polacca di Przeworsk.

Etnogenesi

Secondo il punto di vista mwa1ostorico-culturale più accreditato, la zona d'origine degli Slavi nella steppa boscosa permise loro di conservare l'identità etnica, la lingua (eccettuati la fonetica e alcuni costituenti lessicali) e le usanze agricole e patrilineari.cite-ref-magocsi36-89-0[89] Tuttavia, si trattò di un "processo complesso che coinvolse influenze degli Sciti, di Zarubincy e di Černiachov su almeno due gruppi di popolazioni indoeuropee che vivevano sul medio Dnepr, nella Polonia sudorientale e nell'area ivi compresa, lungo il Prip"jat' e il Bug".cite-ref-fialkoff-75-3[75] Dopo un millennio, quando l'mwa2qImpero unno collassò e poco dopo giunsero gli Avari, emerse una cultura slavo-orientale, che si diffuse rapidamente nell'Europa meridionale e centro-orientale portando le proprie lingue e usanze.cite-ref-fialkoff-75-4[75] L'archeologo russo Valentin Sedov, utilizzando il concetto mwa2oherderiano di nazione,cite-ref-90[90] ha proposto che i Venedi fossero i portatori protoslavi della cultura di Przeworsk. La loro espansione cominciò durante il II secolo d.C., ed occuparono una grande porzione dell'Europa orientale tra la Vistola e il medio Dnepr. I Venedi si espansero a sud e a est all'alba del IV secolo, assimilando la confinante cultura di Zarubincy (che Sedov ha considerato in parte baltica) e continuando a sudest per diventare parte della cultura di Černiachov. Gli Anti si separarono dai Venedi attorno al 300, seguiti dagli Sclaveni attorno al 500, rispettivamente nelle aree di Praga-Penkovka e di Prag-Korčak.cite-ref-91[91] Paul Barford ha suggerito che i gruppi slavi potrebbero essere esistiti in un'ampia area dell'Europa centro-orientale (nelle zone culturali di Černyakov e Zarubincy-Przeworsk) prima delle migrazioni slave documentate dei secoli dal VI al IX. Servendo come ausiliari negli eserciti sarmati, goti e unni, piccoli numeri di locutori slavi potrebbero aver raggiunto i mwa3mBalcani prima del VI secolo.cite-ref-92[92] Secondo Marija Gimbutas, "né i Bulgari né gli Avari colonizzarono la Penisola Balcanica; dopo aver devastato la mwa3gTracia, l'mwa3kIlliria e la mwa3oGrecia essi tornarono nel loro territorio a nord del Danubio. Furono gli Slavi a operare la colonizzazione [...] intere famiglie o addirittura intere tribù s'infiltrarono in quelle terre. In quanto popolo agricolo, cercavano costantemente uno sfogo per l'eccesso di popolazione. Schiacciati per più di un millennio dalla dominazione straniera di Sciti, Sarmati e Goti, essi erano stati relegati in un piccolo territorio; ora le barriere erano cadute e dilagarono fuori".cite-ref-93[93] In aggiunta alla loro crescita demografica, lo spopolamento dell'Europa centro-orientale, dovuto in parte all'emigrazione dei Germani, la mancanza di difensori sulle frontiere dell'Impero Romano d'Oriente che erano stati decimati da secoli di conflitti e soprattutto la mwa38peste di Giustiniano, e la mwa4apiccola era glaciale tardoantica (536-660 d.C.) incoraggiarono l'espansione e gli insediamenti slavi a ovest e a sud dei monti Carpazi.cite-ref-fialkoff-75-5[75]cite-ref-little2007-94-0[94]cite-ref-b-95-0[95] Il modello migrazionista rimane la spiegazione più accettabile e logico della diffusione degli Slavi e della loro cultura, lingua inclusa.cite-ref-biermann-96-0[96]cite-ref-97[97]cite-ref-98[98]cite-ref-99[99]cite-ref-kazanski-100-0[100]

Da un punto di vista mwa6iprocessuale che enfatizza il modello socioculturale di etnogenesi, "non c'è bisogno di spiegare i cambi culturali esclusivamente in termini di migrazione e sostituzione di popolazione".cite-ref-101[101] Esso suppone che l'espansione slava sia stata in primo luogo "una diffusione linguistica".cite-ref-102[102] Una delle teorie usate per spiegare le sostituzioni linguistiche è che una diaspora delle élite slave dominanti riuscì a diffondersi, a conquistare e a slavizzare varie comunità.cite-ref-renfrew131-136-103-0[103]cite-ref-104[104]cite-ref-105[105]cite-ref-pohl-1998-106-0[106] Un'ipotesi ancora più estrema è portata avanti da mwa7sFlorin Curta, che considera che gli Slavi come "categoria etno-politica" siano stati inventati da una fonte esterna - i Bizantini - attraverso interazioni e strumentalizzazioni politiche sulle frontiere dell'Impero d'Oriente, dove stava fiorendo la cultura delle élite barbariche.cite-ref-107[107]cite-ref-108[108] Horace Lunt attribuisce la diffusione dello slavo al "successo e alla mobilità delle 'guardie speciali slave di frontiera del khanato degli Avari",cite-ref-109[109] che lo usavano come una mwa8kmwa8olingua franca nel mwa8sKhanato degli Avari. Secondo Lunt, solo una mwa8wlingua franca poteva soppiantare le altre lingue e dialetti restando relativamente uniforme. Sebbene ciò possa spiegare la formazione di gruppi regionali slavi nei Balcani, nelle Alpi orientali e nel bacino della mwa80Morava e del Danubio, la teoria di Lunt non rende conto della diffusione dello slavo nella regione baltica e nel territorio degli Slavi orientali, aree senza legami storici con gli Avari di Pannonia.cite-ref-110[110] Un concetto collegato al dominio di un'élite è la nozione di collasso sociale, nel quale un vuoto di potere creato dalla caduta degli imperi unno e romano permise a un gruppo minoritario di imporre i suoi usi e la sua lingua.cite-ref-renfrew131-136-103-1[103] Comunque, Michel Kazanski conclude che sebbene siano avvenuti sia "il movimento di popolazioni di modello culturale slavo sia la diffusione di questo modello tra le popolazioni non slave [...] una pura diffusione del modello slavo difficilmente sarebbe stata possibile, in ogni caso in cui fosse postulato un lungo periodo di tempo nel quale le popolazioni di diverse tradizioni culturali vivessero l'una a contatto dell'altra. Per di più, gli archeologi che ricercano le antichità slave non accettano le idee prodotte dai "diffusionisti", poiché la maggioranza dei sostenitori di questo modello ha una scarsa conoscenza degli specifici materiali archeologici, cosicché le loro opere lasciano spazio a molte interpretazioni arbitrarie".cite-ref-kazanski-100-1[100]

Aspetto fisico

Procopio scrisse che gli Slavi "sono tutti eccezionalmente alti e prestanti, e i loro corpi e peli non sono eccessivamente pallidi e biondi ma non inclinano nemmeno verso il tipo bruno, essendo piuttosto rubizzi [...] non sono indegni d'onore né di rispetto, ma di maniere semplici, come gli Unni [...] alcuni di loro non hanno tuniche o vesti, ma portano solo delle specie di braghe strette in vita".cite-ref-111[111]cite-ref-112[112] Teofilatto Simocatta scrisse degli Slavi che "L'imperatore stava ascoltando con grande curiosità le storie su questa tribù, ha dato il benvenuto a questi nuovi arrivati dalle terre dei barbari, e dopo essere rimasto affascinato dalla loro altezza e corporatura, ha mandato questi uomini a Eraclea. "mwa-yHisham ibn al-Kalbi descrisse gli Slavi come "una numerosa nazione, dai capelli chiari e dalla carnagione rubizza", e mwa-cal-Baladuri, scrisse "Se il principe lo desiderava, stavano fuori dalle sue porte i neri Sudanesi o i rubizzi Slavi.cite-ref-113[113]

Società

Quella dei protoslavi era una tipica società tribale decentralizzata dell'età del ferro in Europa ed era organizzata in potentati locali. Tra il VII e il IX secolo avvenne un lento consolidamento, durante il quale la precedentemente uniforme area culturale slava si differenziò. Gruppi slavi furono influenzati da culture vicine come Bisanzio, i mwa-4Cazari, i mwa-8Vichinghi e l'impero carolingio, e di converso influenzarono i loro vicini.cite-ref-114[114]

Nei potentati si svilupparono gradualmente delle differenze di status, cosa che portò allo nascita di organizzazioni socio-politiche centralizzate. Le prime di queste potrebbero essere state delle associazioni temporanee pantribali di guerrieri, delle quali ci sono le maggiori prove in area danubiana, dove gruppi di barbari si organizzarono attorno a capi militari per saccheggiare il territorio bizantino e difendersi dagli Avari.cite-ref-115[115] La mwa-kstratificazione sociale si sviluppò gradualmente nelle forme di potentati ereditari, visti per primi nelle aree degli mwa-oSlavi occidentali. Il capo era supportato da un seguito di guerrieri, che dovevano a lui la propria posizione sociale. Quando questi potentati diventavano più forti e si espandevano, venivano creati dei centri di potere sussidiari retti da capi subordinati, e il confine tra un forte potentato e uno stato centralizzato medievale si confonde. Alla metà del IX secolo, l'élite slava era ormai sofisticata; vestiva abiti lussuosi. cavalcava cavalli, cacciava con falconi e viaggiava con scorte di soldati.cite-ref-116[116]

Insediamenti

Gli insediamenti protoslavi non era più estesi di 0,5-2 ettari. Essi erano spesso provvisori, riflettendo forse la loro forma itinerante di agricoltura,cite-ref-117[117] e si trovavano spesso lungo i fiumi. Erano caratterizzati da edifici seminterrati, noti come mwbbiGrubenhäuser in tedesco o mwbbmpoluzemlianki in russo. Costruiti su una fossa rettangolare, la loro superficie variava da 4 a 20 mmwbbq2 e poteva ospitare una tipica mwbbufamiglia nucleare. Ogni casa aveva in un angolo un forno di pietra o di terracotta (una caratteristica dirimente delle abitazioni dell'Europa orientale), e un insediamento era abitato da cinquanta a settanta persone.cite-ref-118[118] Gli insediamenti avevano al centro un'area aperta nella quale si svolgevano attività comuni e cerimonie, ed erano divisi in zone artigianali e residenziali.cite-ref-119[119]

Le fortezze apparvero nel IX secolo, specialmente nei territori degli Slavi occidentali, e spesso si trovavano al centro di un gruppo d'insediamenti. Gli mwbb8Slavi meridionali non formavano fortezze recintate ma vivevano in insediamenti rurali aperti, adottati dai modelli sociali delle popolazioni indigene incontrate.

Organizzazione tribale e territoriale

Non ci sono indicazioni di capi slavi in nessuna delle scorrerie anteriori al 560, quando gli scritti dello Pseudo-Cesario menzionarono i loro capi ma descrissero come gli Slavi vivessero secondo la propria legge senza riconoscere il dominio di alcuno.cite-ref-120[120]

Si riporta che gli Sclaveni e gli Anti siano vissuti in un sistema democratico per lungo tempo.cite-ref-121[121] Lo storico del VI secolo Procopio di Cesarea, che era in contatto con mercenari slavi,cite-ref-122[122] riferiva: "Poiché queste nazioni, gli Sclaveni e gli Anti, non sono governati da un sol uomo, ma da tempi antichi sono vissute in democrazia, di conseguenza ogni cosa che riguardi il loro benessere, nel bene e nel male, viene riferita al popolo".cite-ref-123[123] Lo mwbdmmwbdqStrategikon del VI secolo, attribuito all'imperatore Maurizio, è considerato una testimonianza diretta sugli Slavi e raccomandava ai generali bizantini di usare ogni possibile mezzo per evitare che gli Sclaveni si unissero "sotto un solo comandante", aggiungendo che "gli Sclaveni e gli Anti erano entrambi indipendenti, e rifiutavano assolutamente di essere asserviti o governati, e men che meno nelle terre loro proprie".cite-ref-124[124]

Gli insediamenti non erano distribuiti in modo uniforme ma erano in gruppi separati da aree meno densamente popolate.cite-ref-125[125] I raggruppamenti erano originati dall'espansione d'insediamenti singoli, e le "cellule d'insediamento" erano legate da relazioni familiari o di mwbd4clan. Le cellule d'insediamento erano la base delle forme più semplici di organizzazione territoriale, note come mwbd8župa in mwbeeslavo meridionale e mwbeiopole in mwbeqpolacco. Secondo la mwbeumwbeyCronaca degli anni passati, "Gli uomini di mwbecPolania vivevano ognuno con il suo clan nel proprio luogo". Diverse mwbegžupa, comprendenti i territori di clan definiti, formavano le tribù conosciute: "I processi complessi iniziati dall'espansione slava e dal successivo consolidamento demografico ed etnico culminarono nella formazione di gruppi tribali, che poi si unirono per formare gli stati che costituiscono la struttura della moderna Europa orientale".cite-ref-126[126]

I radicali di molti nomi tribali denotano il territorio che abitarono, come i mwbe4Milceni (che vivevano in zone con mwbe8měl – mwbfalöss), i mwbfeMoravi (lungo la Morava) e i Severiani (settentrionali). Altri nomi hanno significati più generali, come i mwbfqPolani (mwbfupola, "campo") e i mwbfyDrevljani (mwbfcdrevo, "albero"). Altri sembrano avere una radice non slava (possibilmente mwbfgiranica), come Anti, mwbfkSerbi e mwbfoCroati. Alcune tribù geograficamente distanti sembrano avere in comune il nome. I Dregoviti compaiono a nord del fiume mwbfwPryp"jat' e nella valle del mwbf0Vardar, i Croati in mwbf4Galizia e nella mwbf8Dalmazia settentrionale, e gli mwbgaObodriti vicino a mwbgeLubecca e molto più a sud in mwbgiPannonia. La radice mwbgmSlav- è stata conservata nei nomi moderni di mwbgqSloveni, mwbguSlovacchi e mwbgySlavonia. Ci sono scarse prove di legami migratori tra le tribù con lo stesso nome. I nomi in comune possono riflettere appellativi dati dagli storici o una lingua comune come fattore di distinzione tra gli Slavi (mwbgcslovo, "parola", "lettera") e gli altri, essendo mwbggNemci ("muti") un nome slavo per i Tedeschi.

Matrimonio

Il ratto delle spose e l'mwbgsesogamia furono tradizioni tra le tribù che continuarono fino all'inizio del medioevo. Tuttavia, in alcuni casi in Boemia e Ucraina, erano le donne che sceglievano chi sposare.cite-ref-127[127] Tra gli Slavi pagani, la mwbhafornicazione comportava una pena descritta come capitale dai viaggiatori (vedi mwbheAhmad ibn Fadlan: "Uomini e donne vanno al fiume e fanno il bagno nudi insieme [...] ma non fornicano, e se qualcuno ne fosse scoperto colpevole, non importa chi possa essere: [...] entrambi sarebbero fatti a pezzi con un'ascia [...] poi le loro parti sarebbero appese a un albero"; mwbhiGardēzī: "Se qualcuno o qualcuna compie un atto di fornicazione, sarà ucciso senza che si possano accettare scuse".cite-ref-128[128]

Conflitti

Le antiche bande di barbari, solitamente composte da 200 o meno guerrieri, erano designate per una rapida penetrazione nel territorio nemico e per un'altrettanto rapida ritirata. Nella mwbh0Storia delle guerre, VII.14, 25, Procopio scrisse che gli Slavi "combattono a piedi, avanzando verso il nemico; nelle mani portano piccoli scudi e lance, ma non portano mai armature per il corpo". Secondo lo mwbh4Strategikon, gli Slavi preferivano imboscate e tattiche di guerriglia, e spesso attaccano i nemici sui fianchi: "Sono armati con corte lance; ogni uomo ne porta due, una delle quali con un grande scudo". Le fonti menzionano anche l'utilizzo della cavalleria. Scrisse Teofilatto Simocatta che gli Slavi "smontavano dai loro cavalli per ristorarsi" durante una scorreria,cite-ref-129[129] e Procopio che cavalieri slavi e "unni" facevano i mercenari per i Bizantini.cite-ref-130[130] Grazie ai loro rapporti con Sarmati e Unni, gli Slavi potrebbero essere diventati cavalieri provetti, cosa che spiegherebbe la loro espansione.cite-ref-131[131] Secondo lo mwbisStrategikon (XI.4.I-45), gli Slavi erano un popolo ospitale e non tenevano prigionieri per un tempo indefinito, "ma stabilivano un certo periodo dopo il quale potevano decidere da sé se tornare alle loro patrie dopo aver pagato un riscatto, oppure restare tra gli slavi come uomini liberi e amici".

Religione

Si conosce poco della religione slava prima della mwbjqcristianizzazione della Bulgaria e mwbjudella Rus' di Kiev. Dopo la conversione al mwbjycristianesimo, le autorità slave distrussero molte documentazioni dell'antica religione. Alcune testimonianze dell'etimologia di termini religiosi slavi sono rimaste in testi apocrifi e devozionali,cite-ref-132[132]cite-ref-133[133] e nella mwbj8mwbkaCronaca degli anni passati.cite-ref-zguta-134-0[134]

La religione protoslava era relativamente uniforme:cite-ref-dvornik47-135-0[135] mwbkoanimistica, mwbksantropomorficacite-ref-136[136] e ispirata dalla natura.cite-ref-137[137] Gli Slavi svilupparono dei culti attorno a elementi naturali, come sorgenti, alberi o pietre, partendo dal rispetto per lo spirito (o il mwblqdemone) che l'abitava.cite-ref-138[138] La religione slava precristiana era in origine mwblkpoliteistica, senza un pantheon organizzato.cite-ref-139[139] Sebbene sembri che i protoslavi avessero un debole concetto del divino, questo evolsecite-ref-140[140] in una forma di mwbmimonoteismo nella quale un "dio supremo [dominava] sopra gli altri nei cieli".cite-ref-dvornik48-141-0[141] Non ci sono prove di una credenza nel mwbmcfatocite-ref-142[142] o nella mwbmwpredestinazione.cite-ref-barford-143-0[143]

Gli spiriti e i demoni slavi precristiani potevano essere o entità autonome oppure spiriti dei morti, ed erano associati alla casa o alla natura. Gli spiriti della foresta, entità autonome, erano venerati come controparti degli spiriti della casa, solitamente collegati agli antenati.cite-ref-144[144] Demoni e spiriti potevano essere buoni o malvagi, cosa che suggerisce che gli Slavi avessero una cosmologia dualistica; si sa che erano onorati con sacrifici e offerte.cite-ref-145[145]

Il paganesimo slavo era mwbnwsincretisticocite-ref-146[146] nei confronti di altre religioni, tra le quali il mwboepaganesimo germanico.cite-ref-147[147] Prove linguistiche indicano che parte del paganesimo slavo si sviluppò quando i Baltici e gli Slavi avevano una lingua comunecite-ref-dvornik47-135-1[135] dato che le credenze precristiane contenevano elementi presenti anche nelle religioni baltiche. Dopo la divergenza tra le lingue slave e quelle batiche, i primi Slavi interagirono con popoli iranici e incorporarono elementi della loro spiritualità. Gli dei supremi iranici eslavi erano considerati i donatori della ricchezza, a differenza degli dei supremi del tuono delle altre religioni europee. Sia gli Slavi che gli Iranici avevano demoni, con nomi dalle simili radici linguistiche (iranico mwbooDaêva e slavo mwbosDivŭ) e un concetto di dualismo: bene e male.cite-ref-dvornik48-141-1[141]cite-ref-148[148]

Anche se la testimonianza di una devozione slava precristiana è scarsa (il che suggerisce che fosse mwbpuaniconica), in Ucraina e Polonia sono stati trovati molti siti religiosi e idoli. Templi e luoghi di culto al coperto sono rari; sono più comuni quelli all'aperto, specialmente nella mwbpyRus' di Kiev.I luoghi di culto all'aperto si trovavano su colline ed erano circondati da fossati circolari.cite-ref-149[149] Esistevano santuari all'aperto: "Le prime fonti russe [...] parlano di santuari pagani o altari noti come mwbpskapišča", che erano poccole strutture chiuse contenenti un altare. Uno di questi fu ritrovato a Kiev, circondato dalle ossa di animali sacrificati".cite-ref-150[150] È documentato che i templi pagani furono distrutti durante la cristianizzazione.cite-ref-barford198-151-0[151]

Apparvero successivamente dei riferimenti a sacerdoti precristiani e a templi pagani.cite-ref-barford198-151-1[151] Sebbene non si siano trovate testimonianze di sacerdoti protoslavi precristiani, il gran numero di maghi e stregoni dopo la cristianizzazione suggerisce che gli slavi precristiani avessero dei capi religiosi.cite-ref-152[152] I sacerdoti slavi pagani erano ritenuti avere un rapporto con gli dei, essere in grado di predire il futurocite-ref-barford-143-1[143] e si occupavano dei riti religiosi. I sacerdoti o maghi pagani (noti come mwbrevolkhv presso i Rus'),cite-ref-zguta-134-1[134] contrastarono il cristianesimocite-ref-153[153] anche dopo che questo era diventato la religione ufficiale. La mwbrsCronaca degli anni passati descrive una campagna contro il cristianesimo durante una carestia nel mwbrw1071. I mwbr0volkhv furono ben accolti circa 100 dopo la cristianizzazione, cosa che suggerisce che i sacerdoti pagani avessero una posizione di riguardo anche nei tempi precristiani.cite-ref-zguta-134-2[134]

Sebbene il mwbsmrogo funebre fosse visto come un mezzo per liberare l'anima dal corpo in modo rapido, visibile e pubblico,cite-ref-154[154] i ritrovamenti archeologici suggeriscono che gli Slavi meridionali adottarono rapidamente le pratiche di sepoltura dei loro vicini balcanici postromani.

Studi di slavistica

Il dibattito tra i sostenitori di un'origine autoctona ed una alloctona degli Slavi iniziò nel 1745, quando Johann Christoph Jordan pubblicò il mwbssDe originibus Slavicis. Il filologo e poeta slovacco del XIX secolo mwbswPavel Jozef Šafárik, la cui teoria era fondata sui mwbs0Getica di Giordane, ha influenzato generazioni di studiosi. Giordane stabilì un'equazione tra Sclaveni, Anti e mwbs4Venethi (o Venedi), basandosi su fonti più antiche come Plinio il Vecchio, Tacito e Tolomeo. L'eredità di Šafárik fu la sua visione di una storia slava e l'uso della linguistica per i suoi studi.cite-ref-curta2001-155-0[155] Lo studioso polacco Tadeusz Wojciechowski (1839-1919) ebbe rinomanza per aver usato i nomi di luogo per studiare la storia slava e fu seguito da A. L. Pogodin e dal botanico J. Rostafinski. Studiando la toponomastica per situare i dati archeologici nel discorso sui protoslavi, Lubor Niederle (1865-1944) appoggiò la teoria di Rostafinski nella sua serie di volumi mwbtmAntichità degli Slavi. Vykentyj V. Chvoika (1850-1914), archeologo ucraino di origine ceca, collegò gli Slavi con la mwbtqcultura neolitica di Cucuteni. A. A. Spicyn (1858-1931) attribuì reperti argentei e bronzei nell'Ucraina centrale e meridionale agli Anti. L'archeologo ceco Ivan Borkovsky (1897-1976) postulò l'esistenza di un tipo slavo di "ceramica di Praga". Boris Rybakov ha legato le "Antichità ante" di Spicyn con i reperti della cultura di cultura di Černjachov scavati da Chvoika e teorizzò che essi dovessero essere attribuiti agli Slavi.cite-ref-curta2001-155-1[155] Il dibattito si caricò di un significato politico durante il XIX secolo, particolarmente in connessione con le mwbtkspartizioni della Polonia e la mwbtomwbtsDrang nach Osten tedesca, e la questione se i popoli germanici o slavi fossero indigeni della regione a est dell'Oder fu usata per sostenere le rivendicazioni tedesche o polacche sulla regione.

Diversi studiosi moderni dibattono sul significato e sull'utilizzo del termine "slavo" secondo il contesto in cui è usato. La parola può riferirsi a una cultura (o a un insieme di culture) esistenti a nord del Danubio, a est dell'Elba e a ovest della Vistola dopo negli mwbt0anni 530.cite-ref-156[156] "Slavo" è anche un identificativo per il gruppo etnico che esprimeva queste culturecite-ref-157[157] e denota un qualsiasi idioma con legami linguistici nella moderna famiglia delle lingue slave, le quali potrebbero non essere collegate da una cultura comune o da un'origine etnica condivisa.cite-ref-158[158] Nonostante questi concetti di "slavo", tali studiosi sostengono che non sia chiaro se qualcuna di queste descrizioni contribuisca ad una rappresentazione accurata della storia di queste popolazioni. Storici come George Vernadsky, mwbusFlorin Curta e Michael Karpovich si sono chiesti come, quando e fino a che punto gli Slavi costituissero una società coesa tra i secoli VI e IX.cite-ref-curta2001-155-2[155]cite-ref-159[159]cite-ref-160[160] Lo storico austriaco mwbvkWalter Pohl ha scritto: "Apparentemente l'etnicità operava su almeno due livelli: la "comune identità slava" e l'identità dei singoli gruppi, tribù o popoli slavi di diverse dimensioni che si svilupparono gradualmente, prendendo spessissimo il nome dai territori in cui vivevano. Queste etnogenesi regionali ispirate dalla tradizione slava incorporarono resti considerevoli delle popolazioni romane o germaniche abbastanza disposte a rinunciare alle loro identità etniche che avevano perso coesione".cite-ref-pohl-1998-106-1[106]

Note

cite-note-11. mwbwqmwbwuBarford,mwbwy p. vii, mwbwcPreface.
cite-note-22. «In verità, è oggi accettato il fatto che i Sarmati si siano fusi con le popolazioni pre-Slave». mwbws(mwbwwmwbw0EN) Richard Brzezinski e Mariussz Mielczarek, mwbw4The Sarmatians, 600 BC-AD 450, Osprey Publishing, 2002, p.mwbw8 39.
cite-note-33. «Nelle loro terre ancestrali ucraine e polacche gli Slavi erano mescolati, e a volte sottomessi, con genti di lingua germanica (i Goti) e iranica (Sciti, Sarmati, Alani) in una disposizione variabile di configurazioni tribali e nazionali». mwbxm(mwbxqmwbxuEN) Douglas Q. Adams, mwbxyEncyclopedia of Indo-European Culture, Taylor & Francis, 1997, p.mwbxc 523.
cite-note-44. «Antiche narrazioni collegano le Amazzoni agli Sciti e ai Sarmati, che dominarono in successione la steppa pontica per un millennio a partire dal mwbxsVII secolo a.C.. I discendenti di questi popoli furono assorbiti dagli Slavi che avrebbero poi preso il nome di Russi». mwbxw(mwbx0mwbx4EN) Dorothy Atkinson, Alexander Dallin e Gail Warshofsky Lapidus (a cura di), mwbx8Women in Russia, Stanford University Press, 1977, p.mwbya 3.
cite-note-55. «Ad esempio, gli antichi Sciti, Sarmati (tra i tanti) e molti altri dimostrano che popoli ora estinti furono assimilati nel corso della storia dai Proto-Slavi». mwbyq(mwbyumwbyyEN) mwbycSlovene Studies, vol.mwbyg 9-11, Society for Slovene Studies, 1987, p.mwbyk 36.
cite-note-66. «Tra i secoli mwby0VI e mwby4VII, grandi parti d'Europa caddero sotto il controllo degli Slavi, un processo meno compreso e documentato di quello dell'etnogenesi germanica a ovest. Eppure gli effetti della slavizzazione furono ben più profondi». mwby8mwbzaGeary,mwbze p. 144.
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cite-note-2424. «L'R1a-M458 supera il 20% in Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Bielorussia occidentale. La linea genetica ha una media dell'11-15% tra Russia e Ucraina e una frequenza del 7% o meno altrove [...] . A differenza dell'hg R1a-M458, la clade R1a-M558 è comune anche tra le popolazioni del Volga e degli mwbikUrali. L'R1a-M558 ha una frequenza del 10-33% in parti della Russia, supera il 26% in Polonia e Bielorussia occidentale e varia tra il 10 e il 23% in Ucraina, mentre crolla di 10 volte in mwbioEuropa occidentale. In generale, sia l'R1a-M458 sia l'R1a-M558 hanno frequenze basse ma non indifferenti nelle popolazioni balcaniche con ascendenze slave conosciute». mwbis(mwbiwmwbi0EN) Peter A. Underhill, mwbi4mwbi8The phylogenetic and geographic structure of Y-chromosome haplogroup R1a, in mwbjamwbjeEuropean Journal of Human Genetics, vol.mwbji 23, n.mwbjm 1, 2015, pp.mwbjq 124-131, mwbjuDOI:mwbjy10.1038/ejhg.2014.50, mwbjcPMCmwbjg mwbjk4266736, mwbjoPMIDmwbjs mwbjw24667786.
cite-note-horolmatibor2019-2525. «Az I2-CTS10228 (köznevén „dinári-kárpáti") alcsoport legkorábbi közös őse 2200 évvel ezelőttre tehető, így esetében nem arról van szó, hogy a mezolit népesség Kelet-Európában ilyen mértékben fennmaradt volna, hanem arról, hogy egy, a mezolit csoportoktól származó szűk család az európai vaskorban sikeresen integrálódott egy olyan társadalomba, amely hamarosan erőteljes demográfiai expanzióba kezdett. Ez is mutatja, hogy nem feltétlenül népek, mintsem családok sikerével, nemzetségek elterjedésével is számolnunk kell, és ezt a jelenlegi etnikai identitással összefüggésbe hozni lehetetlen. A csoport elterjedése alapján valószínűsíthető, hogy a szláv népek migrációjában vett részt, így válva az R1a-t követően a második legdominánsabb csoporttá a mai Kelet-Európában. Nyugat-Európából viszont teljes mértékben hiányzik, kivéve a kora középkorban szláv nyelvet beszélő keletnémet területeket». mwbka(mwbkemwbkiHU) Horolma Pamjav, Tibor Fehér, Endre Németh e László Koppány Csáji, mwbkmmwbkqGenetika és őstörténet, Napkút Kiadó, 2019, p.mwbku 58, mwbkyISBNmwbkc 978-963-263-855-3.
cite-note-f-thi-2626. «Sulla base dell'analisi SNP, il gruppo CTS10228 è vecchio di 2200 ± 300 anni. L'espansione demografica del gruppo potrebbe essere iniziata nella Polonia sudorientale attorno a quell'epoca, poiché portatori del sottogruppo più vecchio vi si trovano ancor oggi. Il gruppo non può essere collegato solamente agli Slavi, poiché il periodo protoslavo fu successivo, attorno al 300-500 dell'era volgare [...] Le maggiori espolosioni demografiche avvennero nei Balcani, dove il sottogruppo è dominante nel 50,5% dei Croati, nel 30,1% dei Serbi, nel 31,4% dei Montenegrini e in circa il 20% di Albanesi e Greci. Di conseguenza, questo sottogruppo è spesso chiamato "dinarico". È interessante notare che, sebbene sia dominante tra i popoli balcanici moderni, questo sottogruppo non era ancora presente in epoca romana, ed è praticamente assente in Italia (vedi Online Resource 5; ESM_5)». mwbkw(mwbk0mwbk4EN) E. Fóthi, A. Gonzalez e T. Fehér, mwbk8mwblaGenetic analysis of male Hungarian Conquerors: European and Asian paternal lineages of the conquering Hungarian tribes, in mwbleArchaeological and Anthropological Sciences, vol.mwbli 12, n.mwblm 1, 2020, mwblqDOI:mwblu10.1007/s12520-019-00996-0.
cite-note-kassian2020-2727. «Le distribuzioni geografiche dei principali aplogruppi NRY dell'Europa orientale (R1a-Z282, I2a-P37) si sovrappongono in gran parte alle aree occupate dagli Slavi attuali, e potrebbe essere allettante considerare ambedue gli aplogruppi come linee specifiche patrilineari [...] Complessivamente, la distribuzione di lunghi segmenti genomici in Europa orientale, dove gli Slavi sono oggi predominanti ma non costituiscono l'esclusività dei gruppi linguistici, sono compatibili coi movimenti delle popolazioni attraverso questa regione, presumibilmente in epoca storica». mwblk(mwblomwblsEN) Alena Kushniarevich e Alexei Kassian, mwblwmwbl0Genetics and Slavic languages, in Marc L. Greenberg (a cura di), mwbl4Encyclopedia of Slavic Languages and Linguistics Online, Brill, 2020, mwbl8DOI:mwbma10.1163/2589-6229_ESLO_COM_032367.
cite-note-2828. «Su scala continentale, si è trovato che gli slavofoni moderni hanno in comune più aplotipi tra di loro che con gli altri Europei. Ciò è stato interpretato inizialmente anche come una prova per un'espansione demica (Hellenthal mwbmqet al., 2014; Ralph e Coop, 2013), ma potrebbe essere compatibile anche con una popolazione di piccole dimensioni (Al-Asadi mwbmuet al., 2019; Ringbauer mwbmyet al., 2017). Cionondimeno, in talune regioni, una sostituzione fisica della popolazione dopo l'epoca delle migrazioni è più ovvia. Nella Germania settentrionale (mwbmcSchleswig-Holstein), per esempio, gli mwbmgAngli, gli mwbmkJuti e altre tribù germaniche che inizialmente abitavano la regione se ne andarono per stabilirsi nelle mwbmoIsole Britanniche durante il periodo delle migrazioni (Brugmann, 2011), come confermato dalla ricerca sull'antico DNA (Schiffels mwbmset al., 2016). Come confermato dalla paleobotanica e dall'archeologia (Wieckowska mwbmwet al., 2012; Wiethold, 1998), la regione rimase disabitata o quasi per circa 200 anni, dopo i quali vi s'insediarono vari gruppi, alcuni dei quali legati agli Slavi sulla base di ritrovamenti archeologici e documnenti scritti di periodi successivi, così come di prove linguistiche (toponomastiche) (Herrmann, 1985)». mwbm0(mwbm4mwbm8EN) Jiří Macháček, Robert Nedoma, Petr Dresler, Ilektra Schulz, Elias Lagonik, Stephen M. Johnson, Ludmila Kaňáková, Alena Slámová, Bastien Llamas, Daniel Wegmann e Zuzana Hofmanová, mwbnaRunes from Lány (Czech Republic) - The oldest inscription among Slavs. A new standard for multidisciplinary analysis of runic bones, in mwbneJournal of Archaeological Science, vol.mwbni 127, marzo 2021.
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